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lunedì 5 giugno 2017

Ponte dell'Abbadia: tra Mar-Emma e videoclip


Traversando la Maremma toscana... e anche laziale, presso il sito archeologico di Vulci, capita di trovarsi di fronte a un severo castello che è quasi un miraggio, perso in una landa dall’anima ancestrale, dove c’è spazio per tutto ma non per  un qualsiasi centro abitato.
Castello di Vulci - Ponte dell'Abbadia (Viterbo)
Il maniero, circondato da un fossato, è preceduto da uno spettacolare ponte che supera, con un’altezza di una trentina di metri,  un abisso sul fondo del quale scorre il fiume Fiora. Il ponte viene detto dell’arcobaleno o del diavolo e tutto il complesso è conosciuto come Ponte dell’Abbadia, visto che, in origine, era un’abbazia benedettina. Poi, dal XII secolo, divenne un castello ben fortificato (che ospitò per un periodo anche i cavalieri Templari), con tanto di torre di vedetta, un luogo strategicamente interessante posto com’era tra Stato pontificio e Granducato di Toscana: ancora oggi è praticamente al confine tra le province di Viterbo e Grosseto.

La scena, questa è la mia impressione personale, è presa più che altro dal ponte che, sebbene sia stato rimaneggiato più volte, trasuda di memorie romane ed etrusche, suggerite del resto dalle stesse pietre tufacee dei piloni, la parte più antica dell’ardito manufatto. Nell’insieme un luogo altamente evocativo, anche perché visitato in un pomeriggio dello scorso autunno senza altra anima viva in giro.
Il fatto è che poi ho scoperto, per puro caso, che nello stesso periodo era uscito un videoclip di Emma Marrone in duetto con il cantautore spagnolo Alvaro Soler (quello del tormentone “Sofia” dell’estate 2016) nel “singolo” dal titolo Libre (visibile al link su you tube, che al momento conta oltre 30 milioni di visualizzazioni), ambientato proprio da queste parti (ponte compreso), nella campagna di Cellere e anche nello splendido villaggio medioevale di Pianiano.
Un frame del vieoclip di Emma e Alvaro Soler "Libre" (tratto da youtube)
Che dire della canzone, del prodotto e  della location? I due sono esteticamente piacevoli, la musica è orecchiabile e di immediata presa, i posti (collegati a una  vicenda testuale e per immagini di un "on the road" un po' edulcorato)  esaltati da un’ottima fotografia… ma l’impressione personale è di qualcosa che non lascerà (a parte l’immediato successo) una traccia indelebile nel mondo della musica e neanche dei videoclip. Però, da perfetto profano della musica dal dì d’inc
ö (del giorno d’oggi) come avrebbe detto mio nonno, e che adesso dico io visto che ora l’età del nonno ce l’ho, mi è piaciuta l’idea che un prodotto, tutto sommato, “usa e getta” (detto senza offesa) sia stato abbinato a un’antichità secolare e soprattutto possa destare curiosità nei “cacciatori” di location… alla fine qualcosa resta. Personalmente, il mattino dopo, mi sono risvegliato in un isolatissimo agriturismo in terra toscana, dopo una nottata di intense piogge: una Maremma (senza Emma) che m’ha fatto venire in mente un paroliere d’altri tempi...
“… pace dicono al cuor le tue colline
con le nebbie sfumanti e il verde piano
ridente ne le pioggie mattutine”.
(Giosuè Carducci)

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