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giovedì 2 marzo 2017

Monte Grappa, memorie sovrapposte in vetta


Il Ponte degli Alpini a Bassano e il Monte Grappa
Valsugana, Piave, Brenta, Ponte degli Alpini a Bassano, Monte Grappa… girovagando a cavallo del confine tra Veneto e Trentino (solo cent’ anni fa divideva Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico) nomi e luoghi ti fanno ritornare a un passato lontano, quando erano snocciolati con spirito patriottico da una maestra con un nome che era tutto un programma, Itala Bergamo, suora tutta d’un pezzo, dai metodi maneschi e un po’ intimidatori, utilizzati per tenere a bada una scolaresca che andava ben oltre, in quegli anni ’60,  le quaranta unità.
La maestra Itala Bergamo e la sua scolaresca a metà anni '60
Per inculcare un solido amor patrio non mancava nemmeno la musica del “giradischi”, allora, con noi bambini e bambine ad ascoltare e imparare, dopo “Addio mia bella Addio” soprattutto “Il Piave mormorava…”. Così molti ricordi affiorano quando, dopo decenni, sei, finalmente, in quei posti. Luoghi di guerra, vissuti in una giornata di inizio anno dal  sole splendente, senza neve, con tepori inusitati (ma ormai neanche tanto) per la stagione.  A parte le reminescenze scolastiche, il Ponte di Bassano forse un po’ appartiene anche a me, nell’ancora vivido ricordo di un anno passato tra gli alpini e di una canzone popolare cantata in compagnia, la stessa immortalata in una lapide che la associa a “sublimi sacrifici e guerresche procelle”.
La lapide al Ponte degli Alpini
Lassù occhieggia la vetta del Monte Grappa, proprio quella di un altro brano caro alla maestra Itala “Monte Grappa tu sei la mia patria…” Non si può, essendo qui, non salire su quella vetta, “ammantata”, se così si può dire, da un enorme sacrario. Però scegliamo una “pazzesca” (nel senso buono) strada alternativa: una deserta e stretta provinciale che sale tra i boschi, per quasi trenta km di curve, percorse con calma (fortunatamente dietro non c’è nessun energumeno dotato di Suv che chiede strada) dal paesino di Caupo, non lontano da Feltre. Quindi dalle selve del versante nord, con “finestre” dalle quali si aprono squarci panoramici notevoli.


Salendo sul Grappa: Il gruppo del Latemar e il paese di Enego
Si arriva a quota 1700 metri circa, sotto la vetta imbiancata da una colata di pietre chiare e squadrate.  Saranno le suggestioni di prima, sarà la giornata splendida… ma la prima sensazione è molto diversa da quella provata durante la visita, di qualche anno fa, a un altro famoso sacrario della Grande Guerra, Redipuglia, dove immediatamente mi sono sentito immerso in una solenne, triste, commemorazione di una tragedia nazionale.
Il Sacrario del Monte Grappa
Lo ammetto, salendo i gradini del monumento ai Caduti del Grappa, che da una parte guarda i monti e dall’altra alla pianura vicentina, qui difesa strenuamente con tre sanguinosissime battaglie tra il 1917 e il 1918, mi sono lasciato andare a un po’ di retorica. Ben presto scomparsa, non solo di fronte alle tombe dei soldati, ma soprattutto lungo le scalinate scandite, più volte, da ampie urne dove riposano i resti di 100 militi ignoti (in tutto riposano qui oltre 10.000 italiani senza un nome).


E allora anche quella scritta scolpita “Gloria a Voi soldati del Grappa”, riacquisisce un senso diverso, nel sacrificio di una generazione di giovani italiani. 




Si impongono il silenzio e il rispetto, non altro…
Corinne sull' "attenti"...
anche la mia cagnolina Corinne (come avvenuto negli ultimi anni solo due volte, in luoghi altrettanto, seppur in modo completamente diverso, evocativi come La Madonna della Gelata e il Sass Malo) si ferma spontaneamente, rimanendo quasi sull’ “attenti”… non sarà così, ma a me piace pensare ugualmente che i cani sentano vibrazioni particolari.

Così, si sale verso il culmine lungo la Via Eroica, che arriva fino al Portale di Roma, un massiccio edificio costruito con grossi blocchi di pietra dove campeggia un’altra scritta “Monte Grappa tu sei la mia patria”… primi versi della canzone sentita da bambino… e il cerchio, apertosi in mattinata sulle reminescenze scolastiche e sui “sublimi sacrifici”, ora si chiude completamente. 

Poco più in la, in vista delle vette dolomitiche, il settore austro-ungarico riunisce le spoglie di altri 10.000 ragazzi, con un’altra divisa, anch’essi quasi tutti ignoti.

Di che reggimento siete /Fratelli?/Parola tremante/Nella notte/ Foglia appena nata/Nell’aria spasimante/ Involontaria rivolta/ Dell’uomo presente alla sua/ Fragilità/ Fratelli
(Giuseppe Ungaretti)

3 commenti:

  1. I cani percepiscono e comprendono certe sensazioni.
    Veramente imponente il sacrario del Grappa, non ne ho mai visitato uno.
    A presto!

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    Risposte
    1. Ed è anche un luogo panoramico veramente eccezionale. Ciao e grazie!

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  2. Purtroppo i sacrari di Redipuglia e del Grappa furono costruiti nel ventennio con una regia ben precisa del regime con lo scopo di appropriarsi del dolore della nazione post Prima Guerra Mondiale. E' stata una immensa retorica prima di gettare di nuovo altre generazioni di ragazzi in guerra.

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