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venerdì 4 dicembre 2015

Maremma toscana... tra Tex Willer e Carducci

"Una reggia..." pensò Tex Willer sotto un roccione aggettante che avrebbe ospitato il suo ennesimo bivacco... "andrà benissimo per la notte". Sistemazioni di fortuna che accendevano la fantasia dei giovani lettori, nel sogno e nel segno dell'avventura a contatto con la natura.

Quest'estate mi è capitato, per puro caso, di ritrovare la "reggia" di uno dei papà (insieme all'autore Gian Luigi Bonelli) di Tex, il mitico eroe dei fumetti, ovvero il disegnatore Aurelio Galleppini, sostando in un "micropaese" dell'Alta Maremma, Casale di Pari, frazione di Civitella Paganico, in provincia di Grosseto.
La chiesetta di San Donato a Casale di Pari (Grosseto)
Un villaggio davvero di una bellezza minuta, con una piccola chiesetta, stretto interno a una piazzetta centrale cui confluiscono tranquille viuzze. In una di queste spicca una lapide che recita "Qui nacque il 28 agosto 1917 Aurelio Galleppini, in arte Galep..."
La casa natale di "Galep", disegnatore di Tex Willer
E sorge subito spontanea la domanda se, e come, questo luogo e soprattutto i vicini paesaggi della montagna e della costa maremmana siano potuti entrare, in qualche modo, nel mondo di Tex. Forse i ranch del vecchio west non erano altro che fattorie, i cow boy dei butteri e i cavalli... beh, quelli erano sicuramente carissimi e familiari al bambino Galleppini. Per la verità Galep era di stirpe sarda (si trasferì poi nell'isola con la famiglia a nove anni) e, spulciando nel web, si scopre che gli scenari delle avventure del ranger texano potrebbero essere stati ispirati anche dagli ampi spazi selvaggi della Sardegna. Insomma, comunque sia, un eroe del far west con chiare influenze italiane.
Ma tornando più in particolare alla "reggia" di Galep a Casal di Pari, me la immagino più come luogo di intima pace dove poter ascoltare la voce delle prime ispirazioni artistiche, affacciandosi magari a quel loggiato che spazia verso la campagna.
La natia Casale di Pari, interpretata da Aurelio Galleppini in un acquerello
E che questa terra sia stata, in un modo e nell'altro, musa, lo si vede anche dalle opere del Galleppini artista - "dipinto", da chi lo conosceva, come
un gentiluomo d'altri tempi, molto discreto, che parlava a bassa voce, molto introverso - che non ha mancato di raffigurare la sua Casal di Pari con la poesia dei suoi acquerelli, da cui traspare netto l'amore per la propria piccola patria. E chissà che qualche volta, tornando alla casa avita e guardando lontano, non gli sia capitato di ripensare ai versi di Giosuè Carducci dedicati a questa terra:
 …Ben riconosco in te le usate forme
con gli occhi incerti tra ’l sorriso e il pianto,
e in quelle seguo de’ miei sogni l’orme
erranti dietro il giovanile incanto...

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