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giovedì 26 novembre 2015

Orsomarso e... la "Madonna del peperoncino"


Per chi abita a 205 m sul livello del mare - dove le prime colline  si elevano a fatica dalle risaie - avendo sempre sognato di vivere tra i monti, i soli 120 metri di Orsomarso (Cosenza), a pochissimi chilometri dal mar Tirreno, ma in piena "verticalità", fanno un po' invidia.
Orsomarso (Cosenza), un paese... in verticale
Ma nella Calabria tirrenica funziona così, dieci minuti prima sulle spiagge e immediatamente dopo in un "altro mondo". Una visita fugace solo per assaggiare i primi contrafforti del Parco Nazionale del Pollino, dove è incastonato il paesino, qui protetti anche nel contesto della Riserva Naturale Orientata del fiume Argentino. Gli orsi non c'entrano col toponimo, che deriverebbe da Ursus Martius, locale comandante a difesa delle scorrerie dei saraceni nel medioevo.
L'accesso alla Riserva naturale del fiume Argentino
Ma il luogo è ugualmente un'anticamera di wilderness, tra selve impenetrabili, grotte, aspre falesie e le acque incredibilmente limpide del fiume Argentino (valgono da sole una visita). E anche l'orologio civico domina il paese dall'alto di un pinnacolo roccioso, e non poteva essere diversamente.
L'orologio civico
In questo villaggio di antiche case arroccate una sull'altra sembra di essere nella location di uno di quegli amatissimi (da me) film d'antan che un tempo trasmettevano in tv, lontani anni luce dalle banalità, dalle mistificazioni e della paccottiglia propinata oggi e che raccontavano, a loro modo, un po' della nostra storia. In particolare "Il brigante di Tacca del Lupo", regia di Pietro Germi con la collaborazione di Federico Fellini, mi è rimasto impresso per il proclama del brigante Raffa Raffa (ispirato al famoso Carmine Crocco) alla popolazione di un villaggio - come potrebbe essere Orsomarso - che arringava la folla esordendo con la frase "I piemontesi, che Dio li stramaledica..." ed essendo io un piccolo piemontese (allora) la cosa mi rimase ben fissata in mente, anche perchè volevo capire come mai quel tizio ci "stramalediceva".
Un manifesto del film... della reminescenza
E quella fantastica miniera virtuale che è you tube, tanti anni dopo, mi ha fatto ritrovare quel ricordo antico: https://www.youtube.com/watch?v=i8T53ttrOpM, minuto 3,30 circa.
Ma tornando alla realtà e lasciando perdere le suggestioni della memoria, il richiamo più scenograficamente e immediatamente turistico, al di là dello splendido paesaggio, è però una casa (con annesso negozietto) letteralmente coperta di peperoni e peperoncini (siamo in Calabria) appesi ad essiccare al sole.
La casa... dei peperoni e dei peperoncini

Foto e sosta d'obbligo, inebriati dal colore... Poi, a casa, qualche mese dopo, ti accorgi di un particolare cui non avevi fatto troppo caso, in una giornata, tra le ultime della vacanza estiva, un po' da "mordi e fuggi", insomma da cannibale... già, in quella parete c'è  una timida Madonnina in una nicchia azzurra, di fronte al trionfo del rosso, con il motto "Regina della Pace prega per noi"... un bel contrasto con il fuoco di certi "infernali" peperoncini!

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