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lunedì 5 ottobre 2015

Ceriana, i colori segreti di un “paese-tabellina”


Aggrappata, quasi nascosta a un contrafforte della valle Armea, a una decina di chilometri dal mare (che però non si vede) Ceriana, entroterra sanremese, ha il fascino di quei luoghi-tentazione dove per un attimo pensi: "Se mi rifugio qui non mi beccano più... e mi invento anche un'altra identità".
Passato ormai il - relativo - bailamme del periodo estivo, il paese, poco più di milleduecento anime, non tarda a presentarsi per quello che è: un piccolo scrigno di sorprese.
Il paese di Ceriana, in valle Armea (Imperia)
Un po' ritroso ad aprirsi, per la verità, come del resto è nel carattere dell'entroterra ligure.

Dove si indovina, addentrandosi nei carrugi, la stratificazione delle epoche, a partire dai resti del castrum romano sopra il quale si costruirono una solida cinta muraria e camminamenti per difendersi dalle incursioni dei "soliti" saraceni nel medioevo, accolti a pentolate di olio bollente gettate dalle tante caditoie presenti.


E dove ci si sorprende per un numero di chiese, oratori e cappelle sproporzionato in relazione agli abitanti (perlomeno quelli di oggi) del borgo.
Visitazione: l'oratorio degli "Azzurri"
Anzi ogni chiesa ha un suo... partito. Neri, Verdi, Rossi e Azzurri (sì... anche loro), sono infatti le antichissime confraternite cerianesi (che resistono ancora oggi, con tanto di riti di iniziazione dei novizi) cui erano associati vari luoghi di culto.
Oratorio di santa Caterina, dei "Rossi", e la chiesa di S.Spirito

E poi una chiesa parrocchiale tardo barocca, imponente, che domina su tutto. Quasi "incredibilmente" aperto in una domenica pomeriggio di metà settembre, il grande tempio svela al suo interno un misconosciuto capolavoro cinquecentesco (messo lì un po'... così): un polittico con San Pietro in Cattedra, di autore ignoto. Nella predella miracoli di Gesù con un fil rouge "acquatico", tanto per ricordarci che siamo in Liguria.
La parrocchiale tardo barocca di Ceriana e, sotto, il prezioso polittico

Poi ci si addentra nei carrugi, dove, come accade spesso in luoghi come questi, incontri più gatti che abitanti, che invece ti sembra indovinare atti a sbirciare i "foresti" dall'alto, protetti alla vista dalle feritoie delle tipiche imposte liguri o assopiti in una silente quiete postprandiale.
Gallerie e camminamenti coperti a Ceriana

A ogni svolta, ripidissimi e strettissimi anditi che si aprono improvvisamente sembrano perdersi nel nulla, come il "carrugio della Pena" (nomen omen)                                    
Salendo verso.... l'ignoto "du carugiu da pena"
mentre camminamenti coperti dominano la valle: insomma un labirinto dove davvero... sparire è facile.

Lungo la strada che riconduce a Sanremo, la sorpresina finale. Qualcosa che non avevi notato salendo, perchè in posizione, "naturalmente", quasi nascosta.
L'insegna del... paese-tabellina
Ovvero una di quelle magnifiche e vetuste insegne smaltate della benzina Lampo di un' Italia che fu, ormai quasi scomparse (o “involate” da qualcuno) che recita: "Ceriana m. 369 s/m" - giustamente infissa presso il numero civico 3 - proprio come la prima sequenza, dalla cadenza un po' esoterica, della tabellina del numero perfetto. E in effetti lasci questo luogo con un "gusto" strano negli occhi, quasi con la convinzione di aver sfiorato qualcosa di enigmatico, celato, da cercare nel sottofondo del piccolo scrigno cerianese.

2 commenti:

  1. Al prossimo cambio d'identità mi cerco qualche rifugio nascosto tra questi carrugi.

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  2. Un posto dove non possono trovarti nemmeno i servizi segreti, credimi... Ciao Leo, a presto!

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