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martedì 16 giugno 2015

Un centinaio di metri... per il viaggio nel tempo

Tralicci, lampioni, fili elettrici e cavi di ogni genere, onnipresenti automobili... elementi che sono la maledizione di chi scatta fotografie (non voglio nemmeno considerare la loro eliminazione con photoshop o simili) alla ricerca di un paesaggio "incontaminato". Non so dire se naturale o meno, perché lo stesso concetto di "naturale" potrebbe aprire lunghe discussioni: forse anche un cassonetto della spazzatura, inserito in un contesto fotografico, potrebbe oggi sembrare "naturale". Tutto si evolve, nel bene o nel male, ma, comunque sia, immaginarsi il paesaggio del passato è un gioco mentale che ogni tanto capita di fare. E spesso mi sono domandato, qui, in questo lembo di pianura in cui vivo, quale fosse veramente 'sto paesaggio della val Padana. Per un tempo immemorabile plaga coperta da grandi foreste e acquitrini, oggi pressoché scomparsi, che lasciarono il posto a coltivazioni "ordinate" e a bonifiche. Per divenire, negli ultimi secoli, simile a ciò che vediamo oggi. Vagabondando nella Bassa novarese, ora si è circondati da campi di mais, filari di pioppi che crescono e poi spariscono nel giro di qualche anno, qualche boschetto dell'onnipresente robinia, pianta importata dall'America all'inizio del XVII secolo, e, soprattutto, risaie: anche quelle in evoluzione, visto che ormai la tecnica di coltivazione in "asciutta" sta prendendo sempre più piede a danno del paesaggio tipico della sommersione primaverile delle campagne, trasformate, fino a poco tempo fa, nel "mare a quadretti" della Pianura padana occidentale.
Il castello di Briona (No) nel giugno 2015

Vagabondando dunque, capita di volgerti indietro verso il castello di Briona per scattare una foto... ed ecco l'isola ecologica, un lampione... prosegui per un centinaio di metri immaginandoti di essere un messo a cavallo nella boscosa campagna del '400 pronto a consegnare un missiva al castellano, chissà se benevolo o meno... proprio mentre davanti a te si staglia un nuovissimo traliccio dell'alta tensione.
Poi ti viene da girarti ancora... ed ecco il piccolo miracolo visivo: scomparsa l'isola ecologica, i lampioni e ogni altro elemento "artificiale", resta solo un castello e degli alberi... saranno pure un po' di robinie in più e non le vecchie specie autoctone... ma, con la complicità del parco del maniero, l'effetto è assicurato. Ho sempre pensato che esistano luoghi, a volte del tutto anonimi e apparentemente insignificanti, che permettono piccole magie; forse punti dove si entra in una "macchina del tempo" che ti riporta per un breve attimo indietro.
Il castello di Briona nell'Anno Domini 1...
Ma sarà poi stata così la pianura qualche secolo fa? E allora, andando ancora a ritroso, quel castello non può essere considerato anch'esso artificiale rispetto alla pure e semplice opera della natura? E siamo da capo con gli interrogativi. Forse sono capitato in un punto dove si incontrano universi paralleli... perlomeno mentali.

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