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giovedì 23 ottobre 2014

Un "accrescitivo" per il vicolo più stretto d'Italia


Una "spigolatura" turistica marchigiana? Presto fatto. Se avete la ventura di trascorrere qualche giorno sulla Riviera delle Palme (che si sviluppa tra i centri di Cupra Marittima e San Benedetto del Tronto) sarebbe un vero peccato evitare di fare qualche puntata 
nel magnifico entroterra ascolano.
Entroterra ascolano, il borgo di Cossignano
 
Morfologia ondulata, paesi d'intatta “anima” medioevale, uliveti e vigneti, riecheggiano in qualche modo certi paesaggi toscani. Qui solo più tranquilli e anche... meno cari, il che non è affatto da disprezzare. Sono davvero delle piccole sorprese borghi come Offida, Acquaviva Picena, Cossignano e Ripatransone... toponimo quest'ultimo dalla caratteristica "accrescitiva" che curiosamente nasconde in sé un primato da guinness... nel "piccolo". Dicevamo di spigolature non a caso, perché proprio in questo paese arroccato su una collina, vero belvedere del Piceno, ebbe i natali il poeta Luigi Mercantini, noto per la sua immortale "Spigolatrice di Sapri", un tempo vero must scolastico. Ricordate? "Eran Trecento, erano giovani e forti...". Ci perdoni il poeta ma a Ripantrasone si dovrebbe dire "Eran quarantatré, eran proprio contati...". E quarantatré, non uno di più, sono infatti i centimetri di quello che è il più stretto vicolo d'Italia, sebbene nel suo punto più angusto conti addirittura solo trentotto centimetri.
A Ripatransone, in provincia di Ascoli Piceno, il singolare primato italiano
 
La lotta per il primato lo vede prevalere sul vicolo Baciadonne di Città della Pieve (53 cm) e su altri vicoli "pretendenti al titolo" in vari borghi italiani che però non presentano alcuni requisiti richiesti per il record, come la pavimentazione o il presentare almeno una porta o una finestra che si affacciano su di essi. 




E' l'occasione per una foto curiosa, magari con qualche amico/a un po' sovrappeso che si presti allo scherzo di rimanervi incastrato, ma anche il pretesto per visitare Ripatransone, uno di quei borghi che hanno la “sfortuna” di essere in Italia... in altri paesi sarebbe sicuramente una meta turistica di prim'ordine.
Un giro lungo il panoramico circuito delle mura (la vista può spaziare, nelle giornate limpide, dalla Riviera delle Palme al Gargano, dal Gran Sasso ai Monti della Laga) può fungere da antipasto per uno "struscio" su corso Vittorio Emanuele con i suoi palazzi nobiliari, arrivando a Piazza XX Settembre cuore della cittadina (sfiorata, guarda caso dal 43º parallelo di latitudine nord, numero ancora una volta "magico" per Ripatransone) dove spiccano le architetture Palazzo del Podestà e il palazzo Comunale, nei pressi del nostro vicoletto. A proposito di antipasto... o meglio, aperitivo: un buon Falerio dei Colli Ascolani accompagnato da olive, ovviamente, all'ascolana è il viatico per inoltrarsi, al meglio... non in un vicolo, ma nei sapori autentici di questa terra.





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