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martedì 7 ottobre 2014

Tra i laghi prealpini... la montagna del primo “slalom gigante”


Ha un fascino un po' retrò, di un mondo "piccolo", quando turisti e villeggianti si "accontentavano" di aria salubre, come si diceva una volta, e di estesi panorami a due passi da casa.
Stiamo parlando del Mottarone, una montagna stretta tra due laghi prealpini, il Lago Maggiore da una parte e il Lago d'Orta dall'altra, tra Piemonte e Lombardia.
Una vetta (raggiunge i 1491 metri sul livello del mare) dal glorioso passato, ma oggi tutta da ri-scoprire. Tradizionalmente è conosciuta come la "montagna dei milanesi", tanto da essere addirittura immortalata in una notissima canzone meneghina di Giovanni d'Anzi, Lassa pur ch'el mond el disa. E, in effetti, soprattutto negli anni Trenta del secolo scorso, la vetta prealpina dall'aspetto “bonario”,
La vetta del Mottarone (1491 m) dal versante del Lago d'Orta
visse una breve ma intensa stagione turistica, soprattutto a livello di sport invernali. Si contavano una pista di ghiaccio naturale, un trampolino per il salto con gli sci e numerose piste di discesa oltre a un fantastico trenino a cremagliera che portava i turisti quasi in cima, con partenza da Stresa, la "ben" frequentata cittadina del Lago Maggiore fin dal XIX secolo.
Il 20 gennaio 1935 il Mottarone fu addirittura teatro del primo slalom gigante internazionale italiano. La Seconda guerra mondiale e un accidentale incendio che nel 1943 distrusse il Grand Hotel Guglielmina, a un passo dalla vetta, diedero un duro colpo al Mottarone, senza contare che, nel 1963, con una decisione scellerata, fu soppresso anche il trenino,
Ciò che resta della stazione ferroviaria, sullo sfondo la funivia
sostituito in seguito da una più prosaica funivia.
Ma passiamo all'oggi. Il panorama è sempre quello, ovverosia una visione spettacolare su tutto l'arco alpino, sulla Pianura Padana, sui “sette laghi” (Varese, Comabbio, Monate, Delio, Ganna, Ghirla e Biandronno, oltre naturalmente a Maggiore, Orta e Mergozzo) che ne fa in ogni stagione uno dei belvedere più celebrati dell'intero arco alpino.
Dalla vetta, panorama sul massiccio del Monte Rosa
D'inverno, grazie anche all'innevamento programmato, il Mottarone si è ritagliato una nicchia, tra i grandi comprensori bianchi delle Alpi Occidentali, per uno sci “familiare”, con una buona scelta di piste facili e medie adatte a bambini e principianti. Per chi vuole abbronzarsi, con il sole presente da mattina a sera, non c'è luogo migliore. Ottime anche le ciaspolate fino in vetta su dolci pendii, con sicuri percorsi a piacere, partendo da quote anche basse negli inverni di buon innevamento.
Pendici del Mottarone: facili ciaspolate ed escursioni con eccezionali vedute
Nelle altre stagioni ormai il luogo è un "must" per il parapendio, grazie alla comodità di accesso in automobile e a una posizione "strategica" con generose termiche per panorami unici e, soprattutto, per gli appassionati delle due ruote. I 13 km da Armeno al Mottarone, percorsi più volte da gare professionistiche, sono un bel banco di prova e ormai una "classica" per i cicloamatori, mentre per i mountainbikers tutto il massiccio è percorso da ottimi percorsi downhill su entrambi i versanti. Per i più sedentari, dopo il sole...un consiglio. Da non perdere la toma del Mottarone, dal colore giallo paglierino e dal profumo intenso di pascoli di montagna, prodotta da una cooperativa locale... tra l'altro con un punto vendita aperto anche la domenica mattina.

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