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giovedì 2 ottobre 2014

Cilento: sole, sirene e … che dieta!


Cilento...che mito! Lo si può dire davvero per questa subregione della Campania affacciata sul Tirreno. Un articolato promontorio compreso tra le cittadine di Agropoli - poco oltre la piana del Sele - e di Sapri, presso il confine con la Calabria.
Luoghi un po' discosti dalle grandi direttrici, vi si arriva infatti solo su strada statale dopo essere usciti dalla A3 a Battipaglia. 
Il fatto che proprio qui, e precisamente nel borgo di Castellabate, sia stato ambientato il film campione di incasso “Benvenuti al Sud” non è un caso ed è anzi
La piazzetta di Castellabate location del film "Benvenuti al Sud"

sintomatico. Il Cilento è un “concentrato” di tutto quanto di meglio possa offrire il Meridione italiano: acque pulite, gente ospitale, cucina sana e generosa e... mito, nel vero senso della parola!

Sì, perché due tra i grandi poemi dell'antichità, Eneide ed Odissea, hanno qui trovato ideali, per così dire, “location”.

A Palinuro, sfortunato nocchiero dell'eroe Enea, è intitolato lo spettacolare sperone di roccia, situato a sud di Pisciotta, sferzato dalle onde del Tirreno mentre più a nord, oltre Acciaroli, un'isoletta è intitolata a Licosa, per meglio dire Leucosia, una delle tre sirene al cui canto ammaliatore Ulisse dovette resistere.
Lasciarsi cullare dalla suggestione è facile e molto piacevole anche perché, in entrambi i casi, è possibile effettuare una comoda escursione a piedi, accompagnati dal frinire delle cicale (“colonna sonora” già altamente evocativa di atmosfere mediterranee) che conducono al faro di Capo Palinuro e ai suo spettacolari faraglioni
a strapiombo sulla costa e, nel secondo caso, fino a trovarsi di fronte all'isoletta di Licosa.
Uno spettacolare faraglione presso Capo Palinuro

Per la “casa” delle sirene il percorso è un po' più lungo, circa 4 chilometri su stradina sterrata partendo dalla baia di Ogliastro Marina, ma vale veramente la pena  addentrarsi in un'area forestale protetta, tra macchia mediterranea e uliveti, arrivando allo scoglio del mito e magari farsi un bel bagno ristoratore.
L'isoletta delle sirene, Licosa
Se per le spiagge cilentane parlano eloquentemente le numerosissime “bandiere blu” conquistate da quasi tutte le località costiere, l'entroterra vale scoperte turistiche sorprendenti con la possibilità di brevi tour, ovviamente da affrontare a velocità ridotta e sostando in meravigliosi villaggi dove pare che il tempo si sia fermato: per esempio a Celso e  Galdo (cui si sale in breve da Acciaroli), frazioni di Pollica, appollaiate su una balconata panoramica sul mare. Luoghi dove le tradizioni resistono orgogliosamente (sempre meglio dare un'occhiata al calendario delle feste popolari) e dove può capitare di imbattersi, come a Galdo, in eleganti palazzi testimoni di un'antica nobiltà, ora trasformati in residenze turistiche al top.
Il portale di palazzo Galdi a Galdo Cilento
Un momento... e per “mettere le gambe sotto il tavolo”? Il consiglio è quello di andare alla ricerca delle rustiche trattorie dei paesini del “monte”; capita ancora di trovare menu dove campeggiano semplicemente “maccheroni al pomodoro”, “parmigiana di melanzane” o “salsicce al sugo” al posto di astrusità linguistiche che spesso vanno a coprire clamorosi bluff anche in celebrati ristoranti. Ci attendono mangiate ruspanti ma spettacolari, con sapori autentici e impareggiabili. Del resto proprio il Cilento è la patria della cosiddetta “dieta mediterranea” (dal 2010 patrimonio mondiale dell'Unesco) “inventata” dal fisiologo americano Ancel Keys che si innamorò perdutamente di questi luoghi 
tanto da trasferirsi nel borgo di Pioppi, altra frazione di Pollica, dove studiò a lungo i benefici di questo regime alimentare: Keys morì infatti nel 2004 a 101 anni...  non si può dire certo che non sia stato un testimonial efficace della “mediterranean diet”.

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