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martedì 30 settembre 2014

Sci di fondo in alta quota? Un'esperienza al “top” in Val Formazza


Alto Piemonte, o meglio... "punta" del Piemonte: è la Val Formazza, sulle cartine geografiche un cuneo che si insinua nel bel mezzo della Svizzera, tra Canton Vallese e Canton Ticino. Proprio qui, nella stagione invernale e fino a primavera inoltrata, gli appassionati di sci di fondo (di ogni capacità) possono scoprire un vero paradiso bianco. La base è il minuscolo e suggestivo agglomerato di Riale scenograficamente adagiato, a 1740 metri sul livello del mare, in un pianoro ai piedi di una chiesetta. Per la verità il vero nome di Riale suona "Chärbäch"...

Il villaggio di Riale in Alta Val Formazza
Si tratta di un toponimo walser, dato che la Val Formazza (per meglio dire "Pomatt") come alcune altre del Piemonte e della Valle d'Aosta è una valle colonizzata in tempi antichi (a partire circa dal XII secolo) da popolazioni walser, germanofone, provenienti dal vicino canton Vallese attraverso passi alpini allora praticabili anche in inverno grazie a condizioni climatiche particolari. E ancor oggi, resiste, perlomeno nei più anziani, la singolare parlata locale di matrice tedesca.
Ma come si arriva sin qui, sulla “punta” del Piemonte? Dalle principali città della pianura la strada è un po' lunghetta (prima la A26 per raggiungere Gravellona Toce, poi si imbocca la superstrada 33 dell'Ossola quindi, dopo Domodossola, si prosegue lungo la statale 659 di valle fino alla meta) ma ne vale assolutamente la pena... e anche per chi solo accompagna gli sciatori. La valle, infatti, offre molto dal punto di vista naturalistico, compreso uno dei più spettacolari salti d'acqua italiani, la Cascata del Toce (sebbene ovviamente la si possa ammirare al meglio in tutto il suo splendore nella stagione estiva) con i suoi 143 metri di altezza. Sulla strada  che ne risale il dislivello, a fianco, si ricorda,  tra l'altro, l'ultimo scatto del grande Marco Pantani nel Giro d'Italia del 2003 che qui fece tappa.
Ma finalmente eccoci in pista... una serie di anelli ottimamente battuti e di diverso chilometraggio
Le piste di Riale si sviluppano ai piedi della diga del Lago di Morasco
su cui cimentarsi sia in skating che in stile classico. Presso il locale centro fondo i principianti possono tranquillamente affittare l'attrezzatura e scivolare su lunghi e tranquilli pianori, mentre duri strappi in salita attendono veri atleti. Le diverse piste di Riale, ampliate in occasione delle Olimpiadi di Torino del 2006, sono infatti sede di gare agonistiche di livello nazionale (nel 2013 i campionati italiani assoluti) e internazionale e spesso sede di allenamenti per squadre nazionali di vari paesi. L'innevamento naturale, vista la quota e la posizione geografica, a ridosso dello spartiacque alpino, garantisce sempre piste "al meglio" per lunghi mesi, a dispetto di tante altre "meno fortunate" stazioni delle Alpi Occidentali. Per chi poi vuole provare l'avventura dello sci-escursionismo o una ciaspolata, una facile traccia sale, attraverso graduali tornanti, ai 2150 metri del rifugio Maria Luisa,
Da Riale una facile gita di sci-escursionismo conduce ai 2150 metri del Rifugio Maria Luisa
sotto la grande diga del Toggia, sempre aperto anche in stagione invernale, non lontano dal confine elvetico del Passo San Giacomo. E per rifocillarsi dopo tante fatiche? Niente paura, a Riale c'è la possibilità di degustare specialità locali e, se si è fortunati, assaggiare 
il Bettelmatt, una limitatissima produzione che un grande gastronomo ha definito la "Ferrari" dei formaggi... ma in mancanza garantiamo che anche le tome d'alpeggio vanno davvero forte!

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