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lunedì 29 settembre 2014

Isola di San Nicola: “full immersion” mediterranea per l'avventura di un giorno


Non è un caso che proprio qui, alle Tremiti, un arcipelago dove natura e storia si compenetrano in una straordinaria sintesi, abbia sede, sull'isola di San Domino, uno dei soli quattro villaggi-resort di una delle più importanti istituzioni turistiche della penisola, il Touring Club Italiano... ottima scelta, si potrebbe senz'altro dire!
Quattro (se non contiamo lo scoglio del Cretaccio) come le isole principali delle Diomedee, altro nome - altamente evocativo - dell'arcipelago:
Arcipelago delle Tremiti: L'isola di san Nicola e, sullo sfondo, San Domino


oltre a  San Domino, la solitaria e disabitata Capraia o Caprara (le capre non c'entrano, il nome deriva dalle piantine di capperi che qui crescono in abbondanza) 
Il faro dell'isola di Capraia
la lontanissima Pianosa e San Nicola
Un mini-trekking di qualche ora su quest'ultima, lasciando per una volta passare in second'ordine l'incredibile limpidezza delle acque, una miriade di spettacolari fondali paradiso per appassionati di snorkeling (a Capraia c'è anche un Padre Pio... sott'acqua) è un'esperienza davvero unica. Ma andiamo per ordine. Come si fa ad arrivare a San Nicola? L'isola, con il suo piccolo porto, è ottimamente servita da traghetti e motonavi (in stagione estiva è d'obbligo prenotare) che partono dai più vicini centri della costa pugliese e molisana come Peschici, Vieste, Rodi e Termoli con traversate che, mediamente, durano da una a due ore.

Prima dello sbarco, l'avvicinamento alle isole regala già grandi emozioni. Ed è proprio San Nicola con la sua colossale fortezza e le cortine di mura che scendono a mare, dominata dall'alto dall'antica Abbazia di santa Maria a colpire subito l'immaginazione.
Lasciando il pullulare del porticciolo, con piccole imbarcazioni che offrono diversificati tour dell'arcipelago, bisogna lasciarsi prendere per mano dalla voglia di scoprire un'isola tutta per noi, allontanandosi in fretta e salendo per l'arroccamento delle mura (per chi proprio vuole faticare meno c'è anche un più prosaico ascensore). Il camminamento porta ai piedi della scalinata al cospetto dell'abbazia di Santa Maria (nella foto qui sotto)

in origine benedettina e poi cistercense e lateranense.
Ma, poco prima, un monumento in bronzo suggerisce una storia di umanità sofferente e discriminata. 
Monumento agli internati

Non può sfuggire all'osservatore più attento l'aspetto uniforme delle abitazioni: qui infatti aveva sede una colonia penale edificata dai Borboni al tempo del Regno delle Due Sicilie e qui, durante il fascismo, furono confinati  oppositori politici (tra i quai il presidente della Repubblica Sandro Pertini) ma anche nomadi e omosessuali, emarginati e perseguitati dal regime. Una vicenda, quest'ultima, ancora in parte da scrivere.

Proseguendo nel trekking (raccomandati un cappellino e una piccola scorta d'acqua, il sole qui picchia davvero) e visitata la chiesa (XI-XIV secolo, purtroppo in stato un po' fatiscente e recentemente danneggiata anche da un fulmine) con il suo magnifico mosaico pavimentale, si supera più avanti l'aereo passaggio della cosiddetta "tagliata" a stapiombo sul mare. Cos'è la "tagliata" ? Si tratta di un "tentativo", a opera dei canonici lateranensi nel XVI secolo, di dividere l'isola in due scavando uno stretto per renderla ancora più inespugnabile dall'assalto di turchi e pirati, rimasto di fatto solo un parziale solco nella roccia percorso da camminamenti
Memoriale degli internati libici
La piccola avventura continua sul vasto altipiano attraversato da comodi tratturi che si fanno largo tra una vegetazione mediterranea ricca di endemismi, come il rarissimo fiordaliso delle Tremiti, e un paesaggio che ci riporta a tempi omerici. Non è un caso che la tradizione associ San Nicola all'ultimo rifugio del leggendario eroe Diomede... ed ecco spiegato l'arcano del "secondo nome" dell'arcipelago: un sepolcro di età preromana, scavato nella roccia e situato nella zona archeologica, purtroppo in stato di abbandono, è intitolato infatti il suo nome.
Giunti alla fine della piccola isola, un'altra "scoperta" storica: un monumento che sembra suonare nel vento per dar voce alla memoria degli internati libici che qui, nel 1911, durante il conflitto italo-libico, trovarono la morte a centinaia... una vicenda di guerra decisamente poco conosciuta. Il piccolo, solitario e suggestivo cimitero isolano proprio di fronte all'isola di Capraia
Il piccolo cimitero isolano di San Nicola



e al suo faro e, oltre, lo spettacolo delle acque libere e azzurre dell'Adriatico, concludono il percorso... è ora di tornare sui propri passi per riprendere il traghetto per la terraferma.


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